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Annamaria Cherchi

Anna Maria Cherchi

Anna Maria Cherchi, nata a Villamassargia (CA) il 24 settembre 1941. Si trasferì ad Oristano dove trascorse i primi 24 anni della sua vita. Abita a Cagliari, vedova, sei figli, sette nipoti e una pronipote. Il giorno che il marito è deceduto, trovò nella tasca del pigiama, una poesia che le ... (continua)


La sua poesia preferita:
I segni del tempo
I segni del tempo
non guardare,
prima che gli possa cancellare.
Userò le tue carezze,
il tuo sguardo,
colmato da un sorriso,
le tue parole,
l’espressione del tuo viso.
Alla fine il mio volto
sarà trasformato dal tuo amore,
Tu non vedrai più le...  leggi...

Nell'albo d'oro:
Cagliari
Nel silenzio dell’alba
variopinta
la brina sui bastioni
adorna i fiori,
rendendo armoniosa la mia vita.
A settembre
grappoli di Nuragus
trasformarti in vini
riempiono le cantine,
a Monte Claro
i cigni aspettano poeti
che declamano...  leggi...

L’età dell’inverno
Pensando al suo cuore,
soffrirai,
in ogni soffio di vento,
sentirai la sua voce.
Il passato,
erba falciata
portata lontano,
l’assenza,...  leggi...

Passi di un vecchio
Desiderio
di qualcosa che sfugge,
invano
insegui un cerbiatto
se i passi
son quelli di un vecchio.
Le carezze,
rendono l’anima dolce,
in quale terra
dovrebbe cercarti?
Tra angeli e i santi
di una vita penosa,
nella strada tortuosa,
dove tu...  leggi...

Tempo
Pensi alle sfide del tempo,
al sole d’agosto,
al vento che arriva dal mare,
le querce sui monti
dove greggi e pastori
riposano all’ombra.
Il corpo è albero
baciato dal furore del vento,
dal tempo,
dove hai cresciuto i tuoi figli
ascoltando il...  leggi...

Eterna bambina
La ricorderai
non per il colore degli occhi
o i capelli che il vento
irriverente scarmiglia,
non per parole
baci o carezze...
La ricordi
in quel bar di periferia
che il tuo cuore
trasformò in pratolina
che mai hai sfogliato.
La pensi...  leggi...

Vecchio Albero
Albero
senza fronde e senza rami,
dove non crescono
più foglie,
la corteccia inesistente,
rinsecchito,
fatico a...  leggi...

Solitudine
Il mare,
dove il cielo si specchia,
nasconde
la solitudine.
Il vento
come un fruscio
riveste il cuore,
sula...  leggi...

L’altare
L’amore,
bussò alla porta,
nell’oscura foresta
di rose canine,
del cuore
eri l’unica luce.

Al risveglio
si...  leggi...

Luna che non vedi
L’ altra faccia
della luna,
quella che non vedi,
senza erba, neve
e nessun fiume.
Nella tua notte eterna,
solo le stelle
possono vederti.
Se fosse
l’angolo dove gli angeli
si vanno a rifugiare
per piangere
senza essere visti?
Nascondiglio...  leggi...

Ferite
Vento
semini morte...
Impetuoso maestrale
spingi barche
lasciano le terre ferite,
campane prive di suono
e nessun cero che arde.
Pianto di stelle riflesse
sui corpi,
la spuma è dolore,
che lascia le bocche...
La luna pietosa
le...  leggi...

Rosa dal colore incerto
Piccola rosa dal colore incerto,
la tua bocca profuma col sole,
che propaga fuoco,
tutto riduce in cenere...
Ti ama senza capire
che il tuo viso
non si poggerà sul suo seno.
Pallida rosa,
simbolo d'amore,
il cuore si sveglia,
piange...  leggi...

I vecchi
Riposano i vecchi
son rami privi di foglie,
la sabbia sollevata dal vento
sui vetri sveglia gli amori
farfalle che vivono un giorno.
nel breve sonno del tempo;
I vecchi si svegliano all’alba,
intingono il pane
nel vino pensando:
l’acqua fa bene...  leggi...

Memoriale
Memoriale,
del silenzio di chi non ha nulla
neanche parole...
E’ finito tutto!
Parole...
Quante parole imbrattano l’aria.
Lacrime solcano i volti
manca anche l’acqua.
Venerdì santo...
Cos’hai di santo?
Tu, Luce Divina, il più famoso,
tra...  leggi...

Il tempo si è fermato
il tempo sembra
fermarsi,
sento il bisogno
della tua presenza,
la mia mano
stringe la tua
come non avevo
fatto da bimba.
Tra le tue braccia,
col capo sul seno,
su un ciglio di strada erboso,
riposeremo
tra i fili d'erba ...
Il pane...  leggi...

Non chiederò nulla
Se mi ritrovassi nel deserto
sconfitta...
non chiederei nulla,
neanche
una carezza al vento.
Lascerei che a piangere
siano le nuvole,
e l’oscurità nel cuore,
diventerebbe azzurra.
Le mie rose
continuerebbero a fiorire
in compagnia
di...  leggi...

Quale amore
Quanta polvere
in quel grano da seminare,
piccole mani
ferite da un vecchio crivello.
La vita trascorsa a sentir campane,
reprimere il pianto il dolore il vedere soffrire...
Tutto era amaro, nessun desiderio
d' assaporare i venti anni,
privi di...  leggi...

Amante
Non ci sei...
Né ci sarà mai,
vide il suo sguardo svanire...
Resta il ricordo
nel fazzoletto
che asciugò le sue lacrime
quando disse: addio.
Non era amore,
quel frutto acerbo,
che vagava sul mare
volando come uccello che migra;
Meno ti pensa...  leggi...

I suoi pensieri
Scorre la notte
insonne pensando
ai suoi occhi,
brillano d’amore...
Tu sei
al di là del mare
nel tuo balcone,
con la sigaretta
ormai alla fine,
osservi l’orizzonte...
Triste pensi
a Lei che sogna
un tuo bacio
inviato senza vento,...  leggi...

Fosse possibile
Sognerò
di tenerti tra le braccia
come un bimbo,
cullarti
cantando una canzone
con la voce del mare
in una notte di stelle,
accarezzandoti
bacerò i tuoi occhi
quando poggi
il tuo viso sul mio seno,
perché sia dolce
riposare trasformerò
le...  leggi...

Ricordando il mare
Ricordi persi
in un età d’argento,
col gioco ingenuo
di lasciarsi bagnare
quando arrivava l’onda!
Lo sguardo
colmo di pagliuzze
che il vento non può
portar via
cambiano di colore
come il mare,
coi gabbiani,
l’invitavano a levarti in volo....  leggi...

Anna Maria Cherchi

Anna Maria Cherchi
 Le sue poesie

La sua poesia preferita:
 
I segni del tempo (09/01/2012)

La prima poesia pubblicata:
 
I segni del tempo (09/01/2012)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Nuvole (19/05/2019)

Anna Maria Cherchi vi consiglia:
 Fosse possibile (27/04/2012)
 L'addio (28/04/2012)
 Petali (12/01/2012)
 Memoriale (30/03/2013)

La poesia più letta:
 
I segni del tempo (09/01/2012, 10254 letture)

Anna Maria Cherchi ha 21 poesie nell'Albo d'oro.

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 settimana dal 20/08/2018 al 26/08/2018.

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Lillo il piccolo coniglio

Ragazzi

A Lillo non pareva vero aver incontrato nientemeno che il Bianconiglio quello che aveva girato il film con Alice in quel paese delle meraviglie dove tutto e tutti erano il contrario di tutto.
Il Bianconiglio ora era una star famosa soprattutto nel bosco e tutti quelli che lo incontravano gli chiedevano l'autografo.
Al Bianconiglio non pareva vero essere così importante e si pavoneggiava più di un pavone quando fa la ruota.
Lillo, più che chiedere l'autografo al Bianconiglio, avrebbe voluto conoscere Alice.
Anche lei era diventata famosa ma era scomparsa dalla circolazione e non si faceva neanche più vedere in televisione.
Lillo avrebbe voluto solo chiederle dove aveva preso quel pezzo di fungo che mangiandolo diventava più grande o più piccola a seconda della situazione e lui ne avrebbe voluto un piccolo pezzettino per diventare grande.
Così si fece coraggio, si avvicinò al Bianconiglio e gli chiese dove fosse finita Alice.
- Non so, rispose lui, forse dal cappellaio matto che le offre sempre il tè, ora infatti sono le cinque ed è l'ora del tè, anzi, devo andare è tardi, è tardissimo. E corse via.
Lillo dentro di sè pensò: certo non è cambiato proprio niente anche se ha smesso da un pezzo di girare il film, dice sempre le stesse cose anche nella realtà talmente è entrato nella parte.
Però, pensò ancora, e se esistesse davvero questo paese? Domani proverò ad addormentarmi vicino a un grosso albero e vediamo cosa succede.
Se comincio a sognare può darsi che anche io scivoli giù per l'albero e trovi quel paese e poi potrei cercare il fungo e prenderne un pezzettino.
Lillo voleva diventare grande perchè era il più piccolo di altri undici fratellini.
Trovò un albero che sicuramente aveva più di quattrocento anni, si capiva dal tronco che era molto grande, si rannicchiò in un buco che si era formato da solo col passare degli anni e cercò di addormentarsi per sognare.
Intanto la mamma e gli altri undici suoi fratellini mangiavano luppoli a volontà e riempivano il pancino prima di andare a dormire ancora e magari bere ancora un pò del latte della mamma.
- Buoni piccini! - diceva la mamma - non vi allontanate - state sempre accanto a me, c'è sempre il pericolo che il lupo senta il vostro odore e venga a mangiarvi.
- Chump! chump! chump! così sgranocchiavano l'erbetta bella fresca appena nata e stavano ben attenti a non allontanarsi proprio come diceva loro di fare la mamma.
- Lillooooo! Dove sei? chiamò più volte la mamma, preoccupata perchè era il più piccolo. Ma dove si sarà cacciato. E' proprio disubbidiente - ah ma quando torna mi farò sentire.
Il gufo, che era appollaiato sul ramo di un albero lì vicino, dormiva intanto che era giorno però di notte stava ben sveglio e controllava un pò la zona e faceva in modo che tutto fosse tranquillo.
Vedendo Lillo che si nascondeva in quel buco del grande tronco si domandò cosa mai volesse fare quel piccolo coniglietto e se si rendeva conto dei pericoli che si corrono in un bosco allontanandosi così tanto dalla mamma, però non riusciva proprio a tenere gli occhi aperti, c'era troppa luce e così finì con l'addormentarsi profondamente.
Anche Lillo era riuscito ad addormentarsi e cominciò a sognare.
Sognava di salutare Alice e lei lo portava tenendolo per la zampina verso il grande fungo e proprio mentre stava per staccarne un pezzetto per darglielo si svegliò.
- Oh, accidenti! disse un pò stizzito, proprio adesso doveva brontolarmi lo stomaco per la fame? C'ero quasi riuscito a prenderlo quel fungo! Va bene, vorrà dire che raggiungerò la mia mamma e i miei fratellini e mangerò qualcosa con loro e poi ritornerò qui a fare il sonnellino.
Il bosco è molto grande e se non si sta attenti ci si può smarrire, così Lillo non riusciva a trovare la strada per ritornare da dove era venuto. Provò anche a chiamare la sua mamma ma nessuno gli rispose.
Intanto stava per sopraggiungere la notte e Lillo aveva tanta fame e tanta paura. Riuscì lo stesso a mangiare qualche luppolo e un pò di erba ma gli mancava tanto la mamma e i suoi dieci fratellini.
- Dove sono finito! - pensò diventando triste - e tutto per inseguire un sogno.
La sua mamma però non lo aveva abbandonato, era tornata nella tana per riportare i piccoli coniglietti, fratellini e sorelline di Lillo, che volevano dormire e poi era uscita di nuovo a cercarlo chiamandolo più volte.
- Se non mi sente è perchè si è perso - devo andare a cercare aiuto.
La mamma conosceva un pò tutti in quella zona del bosco, non poteva chiedere alla talpa perchè non ci vedeva molto bene. Cercò la signora Puzzola ma a quanto pareva era già in letargo. Il signor gufo dormiva ancora come anche gli uccellini.
Cominciava un pò a disperare quando il signor gufo aprì il primo occhio roteandolo per svegliarlo bene e poi, poco dopo, aprì il secondo sempre facendolo roteare. Quando entrambi gli occhi furono aperti guardarono attentamente la mamma di Lillo e lei gli chiese:
- Mi scusi signor gufo, per caso ha visto il mio piccolo Lillo? -
- Ah! Beh! sì! rispose il gufo - si era messo a dormire nel buco di quel tronco d'albero vecchio adesso però non lo vedo più lì.
- Signor gufo, sarebbe così cortese da aiutarmi a cercarlo?
- Ma certo, volentieri! E il signor gufo volò via dal ramo e si mise a volare girando in cerchio ispezionando diverse zone del bosco.
- Avrà paura e si sarà nascosto pensò. Allora provò chiamarlo "Lillooooo, Lillooooo!!!!!!!!"
Lillo che cominciava ad avere paura di dover restare da solo per tutta la notte sentì il richiamo e cercò di seguire la strada in quella direzione.
Finalmente il signor Gufo lo vide e volò veloce ad avvisare la sua mamma che lo seguì di corsa.
- Mamma! Mamma! - chiamò Lillo felice di rivederla - sono qui!
- Oh Lillo, piccolino mio! mi hai fatto prendere un tale spavento. Guai a te se lo rifai e adesso racontami tutto.
E Lillo iniziò a raccontare dall'inizio da quando aveva incontrato il Bianconiglio diventato ormai famoso e da come desiderava tanto invece incontrare Alice per chiederle un pezzettino di quel fungo magico.
Allora la mamma sospirò e disse:
- Lillo caro sei stato fortunato e se invece la mamma non riusciva più a trovarti? Hai idea di quanti pericoli ci sono in un bosco?
- sì mamma, ho sbagliato e ti chiedo tanto scusa, non volevo fare di testa mia e disubbidirti volevo solo conoscere Alice.
La mamma lo strinse a se, lo baciò e gli disse di non pensarci più che ormai era tutta acqua passata, ringraziarono tanto il signor Gufo e felici di essersi finalmente ritrovati si incamminarono verso casa, che poi era una piccola tana, dove i suoi fratellini e sorelline lo aspettavano con ansia.
Lillo non rinunciò al suo sogno di vedere Alice per poter avere il pezzetto del fungo magico ma da quel giorno, quando uscivano tutti insieme dalla tana per il pranzo, non si allontanò più dalla mamma e imparò a non disobbedirle più.


Marisol58 14/08/2014 10:20 777

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.

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Nota dell'autore:
«Più che per ragazzi ho iniziato a scrivere questi mini racconti per bambini.»

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Desiderio di tenerezza
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Il giorno che FORZA PARIS diventò FORZA PARIGI
Burocrazia e ladruncoli
Un racconto una rosa - 9 -
Un racconto, una rosa -7-
Auschwitz
Sogno ricorrente
Un racconto, una rosa
Ultimo sogno
In viaggio
I SOGNIil tempo è un nemico che non ha fermate, la notte allunga il giorno
Tra le tue radici
QUANDO IL NOME DELLA MOGLIE E' IMPORTANTE (raccontino divertente ma non troppo)
Manciata d'uccelli
Ulivo, amico mio
Scrigno di sensazioni
I tuoi silenzi
Caro amico
Un angolo e i suoi ricordi
Ripensandoci
Fammi salire
I SALMONI ABBONDANO (Se gli orsi non sono affamati)
Celestina
Il primo mancato amore
Presunti mariti, quasi gemelli, caratteristiche: morbidi come la panna
Questo matrimonio non sa' da fare
Indipendentismo E DINTORNI
Se la burocrazia si trasforma in violenza
Tu non puoi
Il silenzio
Ultimo giorno dell'anno
Predi Musu (1876- 1956)
Un funerale piuttosto animato
Diversamente Amore
L'indifferenza
Il baratolo di marmellata
Che distrazione!
L'amore inventato
Desiderio di libertà
Grazie signora torni a trovarci
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Per fortuna
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Scrigno di sensazioni
I tuoi silenzi
Caro amico
Un angolo e i suoi ricordi
Ripensandoci
Fammi salire
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Questo matrimonio non sa' da fare
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Il silenzio
Ultimo giorno dell'anno
Predi Musu (1876- 1956)
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